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Il contemporaneo a Dublino: i docks

Grand Canal Square Theater – Daniel Libeskind / Foto Luca Miniero

Se il Liffey suddivide Dublino in due parti – North e South Side – in realtà intorno al grande fiume tutto è cambiato. Guardando dall’ O’Connel Bridge in direzione del mare si staglia netta la nuova città, l’area dei docks, firmata da grandi architetti, da Santiago Calatrava a Daniel Libeskind
.

L’edificio della Dogana, in pietra grigia e con cupola verde, un tempo ultimo baluardo tra il “centro storico” e il lido, oggi si ritrova inglobato in questo grande progetto di ammodernamento: ponti in acciaio, centri congressi, modernissimi hotel e spa, teatri, ristoranti, waterfront cafè, inclusi il Grand Canal Theatre, il The Gibson Hotel e l’avveniristica U2 Tower divenuta quartier generale e studi di registrazione della famosa band.Dalla zona dei docks, lungo il fiume, partivano i primi emigranti, lasciando una terra povera in cerca di fortuna nel Nuovo mondo. Per ricordare le migliaia di persone partite da qui ci sono, lungo la banchina, statue in bronzo a grandezza naturale. Tutto attorno il mondo è cambiato.
Lo spagnolo Calatrava ha costruito due ponti, costosissimi e avveniristici, ma non è il solo. Un altro, che ha vinto il premio Best Design, è lo Spencer Dock dello studio Amanda Levete Architects.
Di Calatrava sono il James Joyce Bridge, che di notte ha un colore luminescente ed è stato così chiamato perché proprio di fronte alla casa dove Joyce ambientò la novella Il morto, in Gente di Dublino; e il Samuel Beckett Bridge, lungo il fiume Liffey e arrivato via mare l’estate scorsa dai cantieri di Rotterdam, dove è stato costruito. Ha la struttura che ricorda un’arpa celtica (simbolo dell’Irlanda e della Guinness).
Davanti al ponte si trova l’edificio del Convention Center, progettato dall’architetto Kevin Roche, vincitore del premio Pritzker, e costruito con le più recenti soluzioni ecosostenibili.
Il Grand Canal Square Theatre, progettato dall’architetto Daniel Libeskind, si affaccia sul bacino del porticciolo interno del fiume Liffey. Grazie al design dell’archistar polacco-americana, il progetto si collega al corpo d’acqua antistante tramite un sistema d’illuminazione di pali rossi fluorescenti.
http://www.dublindocklands.ie/

 

 

 

Foto Luca Miniero

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