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Belvedere 1 2 3 4

Capalbio (GR)

Informazioni

Sul tema dell‟ attuale identità dell‟architettura rurale nel paesaggio si cercano di stabilire i parametri capaci di descrivere il contenuto e la matrice dell‟ architettura rurale rispetto al mutare dell‟uso della campagna e, quindi della produzione agricola, o, nella maggior parte dei casi, dell‟abitare nel contesto agricolo eliminatane la mera funzione. La tipologia della casa rurale ha costi-tuito il carattere fondamentale del territorio nel suo immenso valore di costruzione pura astilistica. Oggi tale
solida aderenza alla realtà del clima, all‟economia agricola e alla onestà costruttiva non è rispettata e non è più determinata dalle ragioni originarie, dal momento che nelle campagne è cambiato il rapporto tra produzio-ne ed uso del territorio. E‟ necessario difendersi dai falsi bucolici, dai tentativi anacronistici di riprodurre abitu-dini costruttive che oggi, svuotate di necessità funzionali, risulterebbero vernacolari e sentimentali. Il progetto per le aziende agricole Belvedere a Capalbio (GR), prevede la realizzazione di cinque ville, destina-te al mercato immobiliare internazionale, di circa 180 mq, con un consistente spazio interrato, e dotate di pi-scina e depandance di 200 mq. Si procede isolando e andando a rileggere alcuni elementi tipici della campagna dell‟alto Lazio e della Toscana di confine: la capriata strutturale, il porticato, l‟intonaco, gli sportelli di legno esterni, il tetto a capanna. Non decorazioni, ma sistemi costruttivi. Si introduce il patio interno come punto nevralgico della casa, rimando la-tente alla casa romana e al suo rapporto tra spazi coperti e non coperti, che solo in un luogo di vacanza, dove ci si riappropria del tempo, può essere recuperato. La residenza si sviluppa intorno al patio con due grandi navate parallele, una per l‟open space del soggiorno, l‟altra per la notte. Due bracci di connessione chiudono il patio, spazio versatile e intimo visibile da tutte le a-perture circostanti. La distribuzione alla zona notte è schermata da una muratura di pietra costruita con la tec-nica a “salto di gatto”, tipica dei fienili toscani, che filtra nel corridoio la luce del patio e di notte può accendersi come una lanterna. Il volumetto di ingresso si innesta come piccolo elemento contemporaneo, che scardina la logica tradizionale e minimale di tutta la composizione con trasparenze vetrate sovrapposte e la leggerezza scolpita del tetto in acciaio corten con la sua geometria dal taglio irregolare e dal colore assolutamente natura-le, come il processo di ossidazione che lo modifica nel tempo.

Arch. Anselmi 2010

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